Auto, appello all’Europa: “Serve cambiare subito”

Dal #FORUMAutoMotive un messaggio urgente: regole più semplici e aiuti concreti per salvare industria e lavoro

Così com’è oggi, il sistema non regge più e servono decisioni concrete per evitare conseguenze pesanti su produzione e occupazione. È da qui che parte il messaggio lanciato a Milano durante l’evento “Automotive 2026, la svolta è adesso. Non c’è più tempo!”, organizzato da #FORUMAutoMotive, il movimento fondato dal giornalista Pierluigi Bonora.

La posizione è condivisa da tutta la filiera: “Abbiamo toccato il fondo, siamo tutti uniti per chiedere una svolta immediata”.

Un mercato fermo mentre cresce la concorrenza

A descrivere lo scenario è Emanuele Cordone, Partner di AlixPartners, società internazionale di consulenza: secondo lui il mercato europeo dell’auto è fermo e non tornerà ai livelli pre-Covid nemmeno nei prossimi anni, mentre i costruttori cinesi continuano a guadagnare terreno fino a poter raggiungere il 13% entro il 2030.

Sulla stessa linea Pierluigi Bonora, promotore dell’iniziativa, che sottolinea come il settore stia pagando oggi scelte politiche fatte negli anni passati e ribadisce che non c’è più tempo da perdere per cambiare direzione.

A preoccupare è anche la crescita sempre più visibile dei marchi asiatici. Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, parla apertamente del rischio di perdere capacità produttiva in Europa, spiegando che senza un’industria forte si rischia di perdere anche competenze tecnologiche strategiche.

Più diretto Marco Bonometti, presidente di OMR Automotive (azienda italiana della componentistica), che evidenzia come la Cina sia ormai avanti anni rispetto all’Europa e che, senza un cambio di passo, il settore rischia di non avere futuro.

Energia, regole e lavoro: i nodi da sciogliere

Il problema non è solo industriale, ma anche sociale. Ferdinando Uliano, segretario generale della FIM-CISL, avverte che la situazione italiana è vicina a un punto di non ritorno e che serve una strategia europea capace di difendere occupazione e produzione.

Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE, mette al centro il tema energia, spiegando che i costi elevati e le scelte normative degli ultimi anni hanno reso più difficile competere per le imprese europee. Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia – ECR e membro Commissione TRAN (Trasporti e turismo), insiste invece sulla necessità di regole più neutrali dal punto di vista tecnologico, per non penalizzare il settore.

Dal mondo della distribuzione arriva la posizione di Massimo Artusi, presidente di Federauto (federazione dei concessionari), che sottolinea un punto semplice: se le auto costano troppo, i clienti non comprano e il mercato si blocca.

Maria Rosa Baroni, presidente di NGV Italia (associazione legata ai carburanti alternativi), invita a fare squadra tra le diverse realtà del settore, mentre Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma (associazione dei produttori di pneumatici), segnala l’aumento dei costi delle materie prime e le difficoltà nella catena di approvvigionamento.

Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità e di Federmotorizzazione, evidenzia come in passato il settore abbia seguito senza troppe domande le scelte politiche, senza ascoltare davvero il mercato. Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, chiede invece un’Europa più aperta a diverse soluzioni tecnologiche, senza puntare su una sola strada.

Italo Folonari, presidente di ANIASA (associazione del noleggio e mobilità), osserva che molti italiani stanno rimandando l’acquisto dell’auto, con un parco circolante sempre più vecchio. Gianni Murano, presidente di UNEM (Unione Energie per la Mobilità), richiama l’attenzione sul ruolo strategico dell’energia e sui rischi legati alla dipendenza dall’estero.

Fabrizia Vigo, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Legali di ANFIA (l’associazione nazionale della filiera auto), sottolinea la necessità di difendere la produzione europea, mentre Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE (l’associazione delle case estere), chiede maggiore chiarezza sulle regole e una revisione della fiscalità per rilanciare il mercato.

Anche il mondo delle due ruote è in difficoltà: Attilio Pogliani, presidente dei concessionari moto, ricorda che gran parte della produzione si è spostata all’estero. Sul fronte elettrico, Fabio Pressi, presidente di Motus-E, invita invece a non perdere le opportunità della transizione, ma a investire di più in innovazione.

Marco Seimandi, manager di Westport Fuel Systems, evidenzia le difficoltà del settore dei carburanti alternativi, mentre Andrea Taschini, Advisor e Manager Automotive , sottolinea come l’Europa stia perdendo competitività proprio sull’auto elettrica. Chiude Mario Verna, Manager Automotive, con una visione critica: in un mercato che si restringe, aumentano i costi e la pressione su tutta la filiera.

Il messaggio finale è condiviso: senza interventi concreti su energia, regole e competitività, il rischio è che l’industria automobilistica europea perda terreno in modo irreversibile.


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